In scena – io in Turandot
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Luoghi ed ispirazione
Oggi cercando una località in Francia mi è capitato di rivedere su Google mapps un luogo legato a un mio concerto fatto anni fa. Si tratta dell’ Abbazia di Sylvanes che vedete nelle foto. In questa chiesa avevo cantato quel giorno la Messa di Requiem di Giuseppe Verdi. Cosa c’è di così strano vi chiederete. Beh, per me c’è. Io adoro il Requiem di Verdi, ma cantarlo per me è sempre stato molto difficile, ho sempre avuto una certa difficoltà ad affrontare questa messa così amata da me. Come gli adetti ai lavori sanno la parte del soprano è scritta per Teresa Stolz della quale Verdi era innamorato allora. Ecco io sono decisamente lontana da alcune caratteristiche della vocalità della Stolz e con le due opere scritte per lei , il Requiem appnto e l’Aida io ho sempre avuto un rapporto conflittuale. Solo poche volte sono riuscita a cantare queste due parti in modo che mi soddisfa. Infatti non accetto volentieri quando mi propongono di cantarle.Ma qualche volta ci oso. E alcune volte è successo pure l’impossibile – sono riuscita ad emozionare il pubblico con l’esecuzione di queste opere ma quando questo succedeva c’e sempre stata una circostanza particolare che mi ha ispirato ed aiutato a superare le difficoltà. Quel giorno a Sylvanes era così. Bisognava raggiungere l’abbazia in macchina. La strada per Sylvanes era in mezzo a un paesaggio che a me pareva particolare e mistico, così lo avvertivo. Come molti posti del Sud della Francia. Poi a un certo punto il piccolo paese medievale è sbucato all’imporvviso davanti a noi come se fosse uscito dal nulla. L’Abbazia sovrastava su tutto. L’atmosfera misitica si era intensificata. Poi sono entrata nella chiesa e come ho visto le navate antiche mi sono trovata come in un’altro mondo, un mondo all’infuori del tempo, un mondo che aveva come sola dimensione la spiritualità e la grandezza delle cose ultraterrene ed eterne. E così la mia voce quella sera lì come per miracolo si è unita a quelle vibrazioni e a quell’energia e come se fosse una entità a se che con me centrava poco è riuscita a diventare il tramite fra Verdi e chi ascoltava. Io non esistevo quella sera, ero solo lo strumento fisico necessario per far vivere i sentimenti di Verdi nello spazio. E stato un concerto particolarmente riuscito. Era quel luogo che aveva qualcosa di magico e mistico. Solo in un’altra occasione mi era successo qualcosa di simile, sempre col Requiem – in una chiesa altrettanto particolare a Siena… I luoghi hanno la loro energia e a volte succede che l’energia di alcuni luoghi mi trasmette delle vibrazioni particolari che toccano qualcosa di molto profodo e io smetto di essere io e divento trasportatrice di quello che questi luoghi hanno da dire. 



che
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Il talento e la felicità
Ci sono persone dotate di grande talento. E il grande talento, si sa, porta a una sensibilità particolare. E questa sensibilità particolare è di per se una grande felicità. Ma è una felicità non come si intende di solito. E una felicità travagliata. Consiste proprio nella ricerca di particolari note dell’anima che possono toccare tinte profonde. E le tinte profonde possono far sentire il vero dolore. Ma d’altro canto quando si affronta il grande dolore ci si arriva a un’elevazione spirituale che porta a intravedere la luce vera. E quando ci si illumina con la luce vera la si riesce a portare anche alle altre anime che da sole non riescono a raggiungerla. E portata la luce alle altre anime si riesce a capire cosa è la vera felicità. La strada ad arrivare a questo tipo di felicità, l’unica felicità autentica, non è per niente facile. Comporta sofferenza. Ma è una sofferenza che una volta capita rende felici. E per fare questo percorso oltre al talento bisogna essere dotati anche di un grande coraggio. Perchè guai se avendo ricevuto il grande talento non si ha il coraggio di portarlo agli altri! Già, perchè capita che a volte chi ha il talento non ha il coraggio a sopportare il peso che il grande talento comporta. E chi non ha il coraggio percepisce il dono del talento che ha ricevuto come una minaccia per se stesso e come un’infelicità. E cerca di scappare. Per paura di affrontare il vero dolore! Ma così facendo rinnega se stesso e sopratutto non riesce a cogliere il vero significato di questo dono straordinario – cioè che solo attraverso il dolore arriverà alla vera felicità che è donare se stesso agli altri compiendo così la sua vera missione nella vita – trovare la felicità regalando felicità agli altri. E se chi riceve il talento non accetta il peso di essere travagliato per far felici gli altri per paura di affrontare il compito a volte difficile della sua missione, si condanna da solo ad un’infelicità che lo porterà a sofferenze continue. Perchè il talento si riceve per un solo motivo – essere donato agli altri nonostante che per fare questo chi ha talento debba affrontare delle sofferenze personali!
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Follie
Ore intense regalatemi da momenti di follia. Ore intense che la normalità non mi può dare. Attimi di vera felicità. Occhi neri profondi che dicono tutto, voce calda che penetra dentro, gesti che sembrano piccoli ma sono un incendio, la sensazione di due energie che si incontrano e si uniscono… tutto per un giorno di un po’ di temeraria follia…
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Distanze
Esiste un modo di stare insieme che è molto particolare. E la sintonia dei pensieri di due persone. E una vicinanza di energie ed è una vicinanza molto più forte di quella fisica. Ieri chi era fisicmente nella stessa stanza con me era in realtà lontanissimo, assente, la distanza fra noi era incolmabile. Ho ricevuto nella stessa sera due frasi da chi era fisicamente a tanti chilometri lontano da me e ho subito capito che non ero sola in un momento per me non bello, ho sentito la calda presenza di chi mi scriveva, i sentimenti d’affetto, la voglia di aiutarmi e tranquillizzarmi. E mi sono resa conto che praticmente stavamo insieme… i nostri pensieri si sono abbracciati e ho avuto la netta sensazione che anche i nostri corpi si sono abbracciati attraverso l’energia forte che correva fra noi. La legge fisica della distanza sembrava fosse sparita…
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Bora
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Nuovo blog
Insomma, alla fine non sono riuschita a trasferire qui i contenuti del mio blog su Splinder:li ho solo salvati sul mio computer. Cercherò di rimettere qui le cose più interessanti e sopratutto le registrazioni e le foto.
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